Le classificazioni del whiskey
Come abbiamo visto nella nostra introduzione al whiskey, gli elementi che uniscono tutti i distillati che portano questo nome - con la e o senza - sono pochi e semplici: devono essere a base di cereali fermentati e invecchiati in botti di legno per almeno 3 anni.
Sono le differenze, invece, che rendono ogni prodotto diverso e speciale, che creano stili e tradizioni che ormai identifichiamo facilmente con luoghi e paesi specifici. Molte di queste differenze sono state regolamentate per legge in tempi più o meno lontani, e ogni paese che produce whiskey ha oggi il proprio set di norme e caratteristiche da rispettare per poter mettere la parola whisk(e)y sulla propria etichetta.
[A proposito, hai già letto la nostra guida alle etichette del whiskey?]
Ma whiskey non è la sola parola che troverai scritta in etichetta, e se per caso ti è mai venuto il dubbio riguardo a cosa vuol dire Single Malt Whiskey, Single Grain Whiskey, Blended Whiskey, ecc.. sei nel posto giusto.
Single Malt Whiskey
Un whiskey può essere denominato Single malt se è composto al 100% di malto d’orzo, è distillato e imbottigliato in un’unica distilleria in Irlanda, con processo di doppia distillazione (minimo) in pot still ed è invecchiato per almeno 3 anni in botti di legno.
Single Grain Whiskey
Mentre nel Single Malt la parola single identifica la presenza di un’unica materia prima, in questo caso può trarre in inganno, perché il Single Grain non è fatto di un unico cereale - diverso dall’orzo - ma da un mix di altri cereali a scelta del distillatore (di solito si tratta di segale o grano, ma non sempre) con una percentuale di malto d’orzo. La presenza dell’orzo è necessaria per l’attivazione del processo di conversione: tra tutti i cereali, l’orzo è l’unico che contiene gli enzimi necessari per “liberare” l’amido contenuto nei chicchi e trasformarlo in zucchero fermentabile.
Blended Whiskey
Ogni bottiglia di Blended Whiskey deve contenere almeno 1 Single Malt e 1 Single Grain. Il numero e la tipologia di whiskey utilizzati per un Blended Whiskey non sono ulteriormente regolati. A volte in etichetta è possibile trovare l’indicazione delle tipologie di whiskey utilizzati, altre volte no.
Permettimi una nota: Blended è una categoria specifica e regolamentata, ma la pratica del blending, ovvero del mescolare insieme whiskey provenienti da più botti esiste anche al di fuori dell’etichetta. Ho pensato di specificarlo perché ho capito, parlando con diverse persone, che il fatto che esista una categoria denominata Blended porta a pensare che le altre categorie - Single Malt / Single Grain - non lo siano, blended. Ma non è così.
A meno che l’etichetta non riporti espressamente la dicitura “Single Cask” o “Single Barrel” (una sola botte), ogni bottiglia di whiskey nasce dall’unione di più botti. Il blending tra botti di diverse età e caratteristiche è in realtà una pratica fondamentale per la creazione di whiskey dal carattere ricco e complesso, proprio perché permette di combinare e bilanciare caratteristiche, aromi e texture che una singola botte potrebbe non essere in grado di regalare.
Single Pot Still Whiskey
Le categorie che abbiamo visto finora sono pressoché equivalenti alle corrispettive nel mondo dello Scotch whisky, che presenta Single Malt, Single Grain e Blended whisky come pricipali categorie di prodotto. In Irlanda esiste però un’altra classificazione, del tutto autoctona e identificativa del whiskey Irlandese: Single Pot Still. Anche in questo caso il nome può trarre in inganno: l’uso della Pot Still è ovviamente parte delle regole del gioco, ma non l’elemento identificante, dato che anche in Single Malt viene distillato in pot still. La differenza sta nella composizione del mash bill, perché nel Single Pot Still Whiskey deve essere usato un minimo di 30% di orzo maltato, un minimo di 30% di orzo non maltato, e un massimo di 5% di altri cereali. L’orzo non maltato dona al distillato una texture più oleosa e dei sentori di spezia e frutta secca ed è una caratteristica pressoché unica del whiskey irlandese.
Un’ultima nota riguarda la dicitura Small Batch, che è possibile trovare su diverse etichette (come nel caso della bottiglia Teeling al centro nell’immagine in alto). Non essendo regolata per legge, la definizione Small Batch può indicare diverse cose a seconda di chi la usa. A intuito si può dedurre che si tratti di una produzione ottenuta dal blend di botti di piccole dimensioni, ma in generale serve più a identificare un lavoro di selezione da parte della distilleria e quindi a dare al whiskey in questione un’aura di maggiore prestigio e qualità.